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Lavanda di Venzone

27 aprile 2010
Lavanda Venzone

Progetto Lavanda di Venzone

Dedico il post alla segnalazione di un progetto a mio avviso interessante, scoperto in occasione di Floreale.

Il mio può apparire un traguardo ambizioso: valorizzare la nostra regione con la lavanda“.

A parlare è Paola Toso, promotrice di una rivalorizzazione territoriale del Friuli Venezia Giulia che parte da un prodotto tipico: la lavanda di Venzone.

I campi coltivati sono tanti, lungo un percorso che si snoda in tutta la regione, a partire dal Palazzo della Lavanda a Venzone, tra distillerie e casette viola per ristorarsi.

La coltivazione, che non comporta l’utilizzo di diserbanti, non solo salvaguarda il territorio, ma offre anche un habitat adatto alla sopravvivenza delle api.

La pianta viene lavorata e trasformata in diversi prodotti: cosmetici, accessori, gastronomici, distribuiti su tutto il territorio nazionale nei Punti Viola.

Caariola lavanda

Lavanda

L’iniziativa, incentrata su unico prodotto, permette la formazione di gruppi diappassionati, con la possibilità di incontrarsi per discutere e collaborare. Inoltre, svela un’altra faccia del Friuli, che può così essere visitato partendo da una prospettiva alternativa.

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34 commenti leave one →
  1. 15 settembre 2010 08:23

    In tutta la mia vita non ho mai ricevuto un trattamento peggiore di quello ottenuto a Venzone. Definirli ladri sarebbe troppo gentile, vista la quantità di Euro che ho lasciato per niente. Per quanto mi riguarda, se avrò bisogno di lavanda andrò a coltivermela nel giardino o mi rivolgerò a molti piccoli venditori più onesti.
    Saluti!

    Paolo da Trieste

  2. sara permalink
    17 gennaio 2011 07:19

    Mi permetto di replicare, carissimo Paolo, se andando a Venzone vedevi che i prodotti non erano di tuo gradimento, nessuno ti obbligava a comprarli…………..
    Io per esempio ho acquistato quello che ritenevo utile per me, e poi sta alle persone intelligenti fare acquisti, sempre in base alle loro possibilità, poi la lavanda è una pianta preziosa, forse tu non la conosci molto bene, allora visto che sei così bravo te la puoi coltivare di persona poi, potresti dire e valutare il costo di tutti i prodotti, non prima, è facile parlare senza provare.
    per finire, come tutte le cose sta a noi sapere quello che si può fare e quello che non si può, mai dare colpe altrui, come fai tu, dopo aver speso, come dici una cifra, nessuno ti ha obbligato………..
    Io per esempio mi sono trovata benissimo, e so cosa vuol dire la coltivazione………
    Prima di sputar sentenze.proviamo a mettere in movimento il cervello…………..
    Un saluto a tutti e un buon lavoro a tutti quelli che si occupano delle coltivazioni…………
    Un lavoro molto faticoso e onesto…………..ciao Sara
    E’ una fortuna che ci sia Venzone………………….
    Siamo in democrazia, ognuno è libero di scegliere !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    • Gaetano permalink
      1 marzo 2011 14:06

      Sono un frequentatore abituale di Venzone, da anni vedo in questa piacevole cittadina l’attività inventata (con abilità devo dire) della sig.ra Toso.
      Premesso che “la lavanda di Venzone” non è un prodotto autoctono come può essere “il prosciutto di S. Daniele” oppure “il brunello di Montalcino”, ritengo che questo articolo, commercializzato in varie forme, di naturale abbia molto poco.
      Le piantagioni improvvisate in località Portis, sono delle sterpaglie semi-abbandonate, messe li per giustificare i finanziamenti regionali che questa attività riceve.
      I prodotti che ho acquistato presso i 3 punti vendita in Venzone (solo per spirito critico), come ho già detto, di naturale hanno ben poco, sono normalissimi prodottini profumati all’essenza lavanda e non solo. Li si può trovare non solo prodotti a base lavanda, ma saponi di vario genere, Sali, essenze varie, ecc.
      Dico solo che dopo una permanenza di poco più di 10 minuti all’interno dei punti vendita ho cominciato ad avere il mal di testa… tutti quegli odori mescolati sono delle vere e proprie bombe chimiche! Non parliamo della “simpatia” della titolare e delle persone addette alla vendita… un concentrato di fastidio.
      Non contento delle mie sensazioni, ho fatto qualche parola con la gente del paese, giusto per sentire che “aria tirava”… sorvolo sull’opinione pubblica…
      Giudizio sommario: prodotti normalissimi e non naturali proposti al pubblico ad un prezzo molto alto, molta scortesia nel punto vendita. Grande impatto a livello di marketing, vero punto di forza dell’attivita. Complimenti a Paola Toso e a tutto il suo staff.

      Gaetano da Udine.

    • anna permalink
      14 settembre 2013 16:28

      a proposito di cervello…
      a venzone non c’è neanche una pianta di lavanda, è tutta prodotta altrove
      è stata sfruttata la location medioevale per promuovere un prodotto che non è locale ma spacciato per tale

  3. Mariagrazia permalink
    23 settembre 2011 06:12

    É una bella iniziativa per valorizzare sicuramente la regione e la nostra Italia ; inoltre sto utilizzando prodotti “La casa della lavanda” fatti a venzone e sono ottimi, peccato che si trovino solo nella vostra zona e neppure in internet.
    Complimenti ed auguri per il vostro progetto

  4. Lisa Murari permalink
    30 settembre 2011 15:04

    Salve a tutti, sono una ragazza che sta cercando qualcosa di alternativo nella sua vita; premetto che sono una superappassionata del viola e mi piace molto la lavanda(che ho usato anche nel mio bouquet da sposa…) e che ha un pò di terreno inutilizzato….
    Mi solleticava l’idea di una bella piantagione di lavanda e qualche arnia per un pò di buon miele…ho comprato una piantina di questa lavanda e devo dire ch’è molto profumata…non so davvero se provare ad investire in questo progetto oppure….. il fatto è che mille metri quadri di terreno lasciato a coltivazione di qualche zucca, ortaggi così un pò come viene….mi sembra proprio uno spreco! qualcuno mi sa dare qualche consiglio?
    Vi ringrazio e buon week a tutti!

  5. 11 gennaio 2012 23:28

    i miei complimenti a Gaetano! in poche righe, anche divertenti, hai sintetizzato l’annoso dibattito circa quella che io chiamo LaWanda d’inVENZiONE…ne so qualcosa perché ho avuto il privilegio…di lavorare, ma che dico lavorare, di “divertirmi” come una certa signora un giorno mi disse, con loro e ora fiuto a chilometri di distanza il loro arrivo in tutti i mercatini, fiere e sagre del Friuli Venezia Giulia e Veneto…e cambio strada!

  6. nicola permalink
    12 gennaio 2012 22:33

    grazie!

  7. JanJy permalink
    15 gennaio 2013 14:30

    io ci ho lavorato e devo dire che anche il trattamento che subiscono le commesse non è dei migliori… sottopagate (se pagano) e sfruttate… e aggiungerei maltrattate. Oltre tutto i prodotti non sono per niente naturali anzi hanno solo un sacco di profumi e oltre tutto non vengono fatti nemmeno in Italia… io sulla mia pelle NO. Poi ognuno fa quello che vuole.

    • Nicola permalink
      18 gennaio 2013 15:46

      parole sante! pagare pagano ma finchè sei con loro anima e corpo…appena fiutano che sei scontento e vuoi andar via cominciano le difficoltà, ritardi contrattenpi bonifici che partono ,ma non arrivano etc. senza contare che devi stare perennemente a 90 gradi, non osare prendere iniziative e non avere una tua opinione sul posto, a volte distante, in cui ti mandano a lavorare (a tue spese che non sempre copri almeno per il tempo e la fatica che comunque ci metti!)
      quanto alla lavanda nei prodotti cosmetici, neppure l’odore e magari una percentuale infinitesima per figurare nell’INCI…fatti a San Marino che se non é proprio estero non é nemmeno Friul!
      gentilezza, cordialità, gratitudine per i risultati ottenuti di cui tu benefici solo al 16-18 per cento non se ne parla, ma appena ritardi di mezzora in un posto sperduto della Carnia, e se la maledetta e fottutissima bicicletta non é tra le gambe dei clienti…allora cazziate su cazziate, come capirete ci ho lavorato, per un anno e mezzo!
      diciamo che hanno applicato i sistemi delle multinazionali alla piccola impresa, nel bene loro e prevalentemente nel male tuo che ci prendi; o ci prendevi, ogni tanto qualche buona cifra.

    • Natali permalink
      7 luglio 2013 23:01

      Ma allora dove vengono fatti i prodotti? Io avrei una mezza voglia di aprire un franchising con loro.. Ma ho letto troppe robe brute..

      • Nicola permalink
        2 agosto 2013 11:12

        fino a 3 anni fa e, credo, ancora oggi i prodotti cosmetici venivano fatti a San Marino,niente di male, in fin dei conti, anche perché sono prodotti con tutti i crismi dell’industria cosmetica (leggasi chimica): il che significa che si possono vendere solo come tali, ovvero dei prodotti uguali a quelli che si trovano al supermercato o in farmacia, senza spacciarli per prodotti naturali da poter usare senza precauzioni (e ho più volte sentito alcune loro “spregiudicate” venditrici nei mercatini consigliare di applicare l’essenza alla lavanda (non olio essenziale che non producono e, attenzione, anche con quello bisogna andarci cauti!) anche in parti del corpo, per così dire delicate…ecco!
        Le cose brutte che hai letto nascono da questa spregiudicatezza e faciloneria che contagia come una malattia tutti quanti lavorano con questa ditta, compreso il sottoscritto che, quando si è accorto di non sapere nemmeno cosa stava vendendo perché aveva creduto parola per parola a quello che gli altri venditori gli dicevano, insomma ha deciso di cambiare aria!
        Candele “profumate” (!?) e oggettistica “artigianale” made in China (come è ovvio se vuoi fare business…): i fiori di lavanda, quelli sì, vengono dalle coltivazioni in Friuli e, credo, anche da altre parti d’Italia, ma non so chi e a quali condizioni lavorative li metta nei sacchettini di ogni foggia!
        p.s. anche i liquori sono fatti in Friuli, a Udine: ma, per quanto mi riguarda, ho smesso di ber…la!

  8. olga giudici permalink
    21 luglio 2013 14:49

    sono stata a Venzone diverse volte. Il paese è bellissimo e si respira profumo di lavanda. mi sono fermata anche a pranzo e mi sono trovata bene. Ho chiesto agli abitanti dove erano le coltivazioni della lavanda perche avrei voluto vederle da vicino e magari fotogrfarle. Purtroppo non mi hanno saputo rispondere e sorridevano sotto i baffi, come per confermarmi che le piantagioni non esistevano ed era tutto costruito per i turisti. Poiche debbo tornare in quella zona potete indicarmi dove sono? grazie Olga

    • anna permalink
      14 settembre 2013 16:32

      non ci sono coltivazioni di lavanda a vanzone
      trattasi di una sola

  9. giorgio romano permalink
    12 agosto 2013 06:38

    Scusate se intervengo, ma dopo aver letto i diversi interventi mi sono sorte alcune perplessità.
    Premetto che sono nato e cresciuto friulano.
    Altresì chiedo che mi sia concesso esordire richiamando un piccolo aneddoto…

    un giorno il genio della lampada, risvegliato da Toni, un friulano doc, disse che avrebbe esaudito uno ed un solo suo desiderio, di qualsiasi tipo.
    Unica condizione era che ciò che lui avrebbe chiesto sarebbe stato dato anche al suo confinante però in forma doppia…
    Toni, dopo aver riflettuto,sogghignando sotto i baffi,disse: ” bene, cavami un occhio”…!!!

    Credo che il mancato sviluppo del Friuli sia dovuto anche a questo modo, atavico, di ragionare…alcune zone della regione potrebbero essere benissimo paragonate alla Toscana od al Tirolo, ma nulla viene fatto o valorizzato per questa forma subdola di invidia.

    Invece di agganciarsi a quelle iniziative che in qualche modo pubblicizzano e rendono attrattivo il territorio, non si perde occasione per spu….. quello che fa il tuo confinante.
    In fin dei conti chi viene a vedere la lavanda, vera o falsa che sia, un caffè lo berrà a Venzone ?

    Con ciò non voglio giustificare forme di ” sfruttamento ” od altre truffaldine pratiche che alla lunga non pagano, che per altro non so se siano o meno reali nel caso in questione, ma bensì che se l’idea funziona si può, se necessita, migliorarla…non buttiamo via il bambino con l’acqua sporca!?!

    Perdonatemi, spero che queste mie non abbiano dato l’impressione che sia un presuntuoso, ma se vogliamo andare avanti dobbiamo riflettere a fondo sulle e cose e darci da fare…certo io per primo…

    Il motivo per cui sono inciampato in qst blog era che desideravo maggiori informazioni sulla tecnica colturale della lavanda e sui costi di impianto, visto che ho parecchio spazio a disposizione.
    Non credo si possa diventare ricchi piantando questa pianta, però ho il sogno di migliorare il territorio e lasciare qualcosa di bello a chi verrà dopo di me…d’altra parte non si vive di solo pane…sperando che i miei vicini non trovino nessuna lampada magica 😉

    cordialità
    giorgio

    • Nicola permalink
      14 agosto 2013 21:00

      Gentile Giorgio, hai colto nel segno scrivendo “non credo si possa diventare ricchi piantando questa pianta”: ecco, invece c’è chi lo ha creduto e non ha esitato a fare carte false per riuscirci! Quanto all’invidia “friulana” non saprei cosa dirti visto che sono siciliano e, proprio per questo, mi ha molto addolorato sperimentare sulla mia pelle anche in Friuli dei modi di trattare le persone che pensavo si trovassero solo nel sud Italia…insomma, avrei continuato a lavorare con quella ditta se non mi avessero sistematicamente trattato dal primo giorno come uno che deve baciare la terra dove cammina la geniale, questo sì, creatrice di questo business…insomma io di friulano ci ho trovato davvero poco in questa storia: sicuramente quelli che vedo come valori dei veri friulani, ovvero l’operosità, la schiettezza e la modestia, li ho trovati in altre realtà che si occupano di lavanda in questa bellissima regione!

    • anna permalink
      14 settembre 2013 16:36

      venzone è una splendida cittadina medioevale che è un esempio unico in italia di ricostruzione filologica posterremoto
      purtroppo è stata conosciuta per un business furbo ma campato sul nulla

  10. Valentina permalink
    15 ottobre 2013 09:23

    Posso permettermi di dire che l’idea del business non si discute, geniale davvero. Molto belle anche le feste della lavanda di grande richiamo e di immagine diversa (conosciamo tutti le tipiche sagre e feste di paese).Qui mi fermo con i complimenti.
    Per quanto riguarda tutto il resto ci sono delle gravose falle nel sistema di gestione, a partire dal rapporto con il personale e con le persone che hanno aperto i punti vendita in franchising (fondamentale per lo sviluppo dell’impresa, soprattutto di questi tempi). Parlando della comunicazione mendace di tutto ciò che riguarda i prodotti, l’origine delle piante, lo sviluppo di negozi in franchising e così via.
    Partiamo da quella che dovrebbe essere la base del “progetto”, la pianta di lavanda, spacciata come autoctona, ma proveniente da un famoso grosso vivaio in Liguria.
    I prodotti, bene…tutti acquistati conto terzi da aziende italiane, austriache, cinesi:
    – primo di tutti: l’essenza di lavanda che viene venduta (gravissimo e pericoloso!!) come olio essenziale. La differenza è abissale, l’olio essenziale puro di lavanda (o di altre piante) è impiegato per uso terapeutico e anche cosmetico e per l’aromaterapia. L’eesenza venduta da loro è un prodotto cosmetico (riporta l’inci sull’etichetta) che assolutamente non è da utilizzare come fosse olio essenziale!!
    – saponi, che per legge non potrebbero essere venduti senza confezione e soprattutto senza inci!!!!
    – bombe da bagno, che per legge non possono essere vendute senza confezione (parlo di pellicola protettiva), senza inci e soprattutto non potrebbero, per normativa europea, riprodurre nella forma le sembianze di cibi (pericolosi per bambini).
    – candele, una parte fatta in Italia (si riconoscono), una parte importate dalla Cina (si riconoscono) tutte vendute come italiane.
    – alimentari (buoni secondo me e non dico nulla, perchè va a gusti)
    – ceramiche (fatte in Italia una parte e una parte importate dalla Cina…con “abile” rimozione dell’etichetta!!!)
    – cosmetici (fatti in Italia, con una storia sulla produzione che mi ha fatto accapponare la pelle, ma per ora è solo storia)
    Già mi sono dilungata e vorrei giungere alla conclusione dicendo e ripetendo che dell’idea non si discute, anche se, informandomi ho scoperto che ci sono altre realtà sul territorio italiano che lavorano esclusivamente con la lavanda.
    Quello che voglio dire è che da consumatore mi sento un po’ presa in giro, ma è un discorso che vale per tante altre aziende…ma quello che è sconcertante è che ci sono un sacco di persone che hanno creduto in questo business e hanno investito un sacco di soldi rimanendo delusi e sentendosi fregati…(io ci sono andata vicina).
    Dato che qui sopra ha scritto Natali per avere delle opinioni in merito o comunque a chiunque vorrebbe aprire un “punto viola” dico di informarsi bene, ma molto bene….contattate tutti i punti vendita aperti, sono difficili da trovare i contatti ma chi cerca trova sempre! (non sono 100 come dicono, ne hanno chiusi parecchi, al momento sono rimasti aperti circa 25/30 negozi). Cercate informazioni su web…insomma prima di investire se vi ritenete imprenditori fate le dovute ricerche e valutazioni (soprattutto sui pagamenti e sulla precisione delle forniture di materiali).
    Perdonatemi se mi sono dilungata ma il web è l’unica fonte di informazione libera e mi è sembrato opportuno dare il mio parere.
    Ringrazio la proprietaria del blog mia omonima che ci permette di continuare a commentare liberamente e soprattutto nel rispetto dell’educazione e dell’intelligenza.

    • Patrice permalink
      3 novembre 2013 16:46

      Ciao Valentina,
      E’ possibile avere qualche indirizzo di, come dici tu “altre realtà sul territorio italiano che lavorano esclusivamente con la lavanda” ? Io ho un progetto di aprire un punto vendita in Francia e ho contatatto Stefania. Solo che, dopo aver fatto un minimo di ricerche arrivano i dubbi… eppure ci tengo a portare un po’ della qualità Italia in Francia…
      Grazie in anticipo della tua risposta
      Patrice

      • Fanny permalink
        8 novembre 2013 09:15

        Consiglio per Patrice : Se vuoi portare un po’ di qualità Italia in Francia NON scegliere Lavanda di Venzone.

      • Valentina permalink
        13 novembre 2013 13:55

        Ciao Patrice,
        come avevo scritto ho avuto modo di fare delle ricerche molto mirate per trovare un’alternativa al mio progetto, per fortuna ho avuto l’aiuto di mia figlia che si muove molto bene su web ed è così che ho trovato aziende come La Lavanda del Lago, Lavanda del Chianti, Lavanda di Sonia, Lavanda dell’Alpago e Lavanda della Tuscia…forse ne esistono altre ma queste sono quelle più facilmente reperibili su internet.
        Tra tutte mi ha colpito particolarmente La Lavanda del Lago che ha un progetto di aperture negozi molto simile a venzone, cosa che le altre non hanno. Ti dirò di più, mi sono informata su di loro, ho visto che sul loro sito sono pubblicati i punti vendita e sono andata a vedere quello di Abano Terme e quello di Garda (grazie a mio marito che mi ha scarrozzata), bellissimi! Mi si è riaccesa la speranza. Così sono andata con mia cognata, con cui ho intenzione di avviare un’attività, alla fiera del franchising di Milano (è finita lunedì) dove erano presenti sia lavanda di venzone sia lavanda del lago.
        Ho avuto un’ottima impressione e ho subito dimenticato venzone. Abbiamo parlato con i titolari che ci hanno subito fornito tutte le informazioni, ci hanno anche consegnato un fac simile del contratto; senza che glielo chiedessi mi hanno subito parlato dei prezzi dei prodotti e dei margini (interessanti!). Secondo me sono segni di trasparenza dell’azienda.
        Rimasta scottata una volta ovviamente ho cercato di indagare il più possibile, a quanto pare uno dei due titolari si occupa della coltivazione (biologica!) di piante di lavanda angustifolia, producono tutti i prodotti artigianalmente solo in Italia (i saponi erano tutti confezionati ed etichettati con inci!!).
        Mi hanno detto che i saponi e le candele li fanno loro in azienda e che producono direttamente l’olio essenziale e poi hanno anche un prodotto che si chiama essenza di lago (me ne hanno regalato uno) che è un cosmetico.
        Mi sono sembrate delle persone serie e oneste, ho anche parlato con i proprietari dei negozi che sono andata a vedere e mi è sembrato di capire che siano davvero soddisfatti della collaborazione con questa azienda. Mi hanno informata che questo mese apriranno dei negozi a Milano e in un centro della Brianza…ovviamente andrò a vederli appena posso e mi sto organizzando per andare da loro in azienda a discutere dei dettagli.
        Spero di averti dato delle informazioni utili anche se questo resta il mio parere, perciò ti consiglio di contattarli per sentire tutto con le tue orecchie, che è sempre la cosa migliore. Spero che in qualche modo tu possa realizzare il tuo progetto, io intanto devo aspettare per sapere dove trasferiranno mio marito, ma il desiderio è in attesa di essere realizzato. Buona ricerca.

    • loretta permalink
      13 novembre 2013 20:27

      ciao mi chiamo loretta e lavoro da oltre 6 anni alla lavanda di venzone e sono stata sempre regolarmente pagata tant’è vero che mantengo me e le mie 2 figlie con questo lavoro.abbiamo moltissimi prodotti e la gente fa chilometri x venirli a ricomprare e se non sarebbero buoni di certo non ritornerebbero.eravamo presenti anche noi al salone del franchising con uno stand molto bello eravamo uno staff di 8 persone (pagate comprensivo di spese di viaggio cena e pernottamento)pronte a dare tutte le informazioni possibili a chi fosse interessato ad aprire una attivita con noi dando senza nessun problema copia del contratto e copia del catalogo prodotti.noi abbiamo iniziato il progetto del franchising nel 2009 aprendo molti negozi anche all’estero e come è normale che succeda in ogni attivita’ qualcuno si è perso x strada,ma almeno noi portiamo avanti il ns progetto senza copiare come hanno fatto ad es la lavanda del lago prendendo totalmente spunto sia dei ns prodotti e dal nostro modo di presentarsi (perfino la bici viola )pensate che ora in fiera a milano nello stand erano in 2 soli e una delle 2 era una ragazza che ha lavorato da noi in ufficio….certo che il blog è libero ma chi fa affermazioni negative su una persona o su una attivita’ abbia almeno il coraggio di firmarsi come faccio io loretta zandanel

  11. B. Beltrame permalink
    12 novembre 2013 18:27

    In una Democrazia come la nostra vi e’ pure la facolta’ di esternare diffamazioni, cose per sentito dire, denigrare e offendere, vuoi per ignoranza patocca, vuoi per invidia, vuoi pure per interessi commerciali personali da parte di qualche d’uno che ravvisa nella Lavanda di Venzone un pericoloso concorrente e qui siamo nell’ ignominia e scorrettezza totale.
    La risposta più ovvia a certe castronerie che indicherebbero La Cina e l’ Austria come fornitrici di materia prima e’ la realta’ di oltre 350 lavandeti operanti sul territorio nazionale, di cui una quarantina in Friuli e 80 piccoli artigiani Friuli e nel resto di Italia che trasformano il prodotto in oltre 800 Articoli, la Liguria non c’ entra nulla. Per informazione ad appannaggio dei sapienti della Lavanda che parlano di prodotto autoctono, la lavanda trae origine dal Nord Africa e dall’ Arabia, come i piu’ nomati vini friulani che pure non sono autoctoni in quanto i vitigni provenienti dalla Francia.
    Molti nemici, molto onore e tante cretinate e disinformazione a pacchi messe tutte assieme per denigrare un’ Azienda che avra’ i suoi difetti ma che ultimamente ha aperto negozi in Irlanda, Spagna, Austria, Germania e si appresta a sbarcare negli Stati Uniti, sinceramente non le avevo ancora sentite; prodotti cinesi e di sintesi, lavandeti solo in Liguria, diffidare della Lavanda di Venzone, personale non pagato e trattato male sono i frutti di frustrazioni mentali, invidia, acerbia pure a cura di qualche ex dipendente che invece di rivolgersi agli organismi istituzionali, preferische nascondendosi dietro dei sinonimi.
    La risposta a tutte queste denigrazioni sono una festa fatta nell’ Agosto 2013 a Venzone che ha avuto un successo al di sopra di ogni aspettativa e cosi’ sara’ la festa di Natale al 7 e 8 di Dicembre, la partecipazione con proprio Stand alla BIT di Milano, al SANA di Bologna, ad una manifestazione a Roma e Madrid, recentemente ancora a Milano alla Fiera del Franchising e come prossimo futuro forse all’ EXPO sempre a Milano con buona pace degli invidiosi, dei concorrenti, dei nullafacenti denigratori.

    • Valentina permalink
      16 novembre 2013 10:54

      Rispondo dopo aver letto i precedenti commenti, uno di questi curioso.
      Mi chiamo Valentina Ronconi, tutte le informazioni di cui ho parlato le ho ricevute in quanto mi sono informata approfonditamente, come scritto più volte. Ho avuto la possibilità di reperire informazioni circa alcuni punti vendita tramite un ex affiliato della lavanda di venzone che ha pubblicato un sito dove ha parlato della sua esperienza. Mi ritengo una curiosa di natura e voglio sempre avere chiarezza e onestà intorno a me.
      Detto questo, internet è uno spazio libero dove poter scambiare le proprie opinioni ed esperienze, come hanno fatto ex dipendenti scontenti e come stanno facendo dipendenti contenti dell’azienda.
      Nelle precedenti risposte ho riportato quanto mi è stato riferito da punti vendita che hanno chiuso, tra cui anche quelli di Udine (i più vicini all’azienda). Ho creduto utile condividere la mia esperienza in quanto persona interessata ad aprire un’attività di questo tipo. Scoperte le alternative alla lavanda di venzone ho scelto quello che è più vicino alla mia idea di lavoro.
      Signor o Signora B.Beltrame penso di aver capito a chi lei si riferisca con l’abbreviazione di F.M., ho avuto l’occasione di parlarci e di conoscerla proprio alla fiera del franchising insieme ai due titolari della lavanda del lago e questa settimana mi ha contattata per inviarmi alcuni documenti.
      Concludo dicendo che riguardo al lavoro che sta facendo la lavanda di venzone sono felice per le prospettive di crescita e mi auguro che tutte le aziende italiane possano godere di una crescita al suo pari e, lancio una provocazione, possano magari unire le forze per portare alto il valore dell’artigianato italiano (quello vero)…anche nel mondo della lavanda, dato che pare sia un settore che si sta sviluppando non solo nel nostro Paese ma anche all’estero.
      Auguro a tutti di poter eccellere nel proprio lavoro, nel rispetto della correttezza e del lavoro altrui.

      • B. Beltrame permalink
        17 novembre 2013 10:26

        Cara Valentina,
        La ringrazio della Sua pacata e corretta risposta,
        Le esterno le mie perplessità sull’ uso discriminatorio e diffamatorio di cui sovente si fa uso dei blog, ove poi, come Ella fa, si riportano cose per sentito dire.
        Vorrei rammentarLe che ai sensi degli articoli 594 e 595 del CP che si sono aggiornati in merito alle nuove forme di comunicazione e quindi Internet e suoi derivati : Facebook, siti web, blog, youtube ecc .le aggravanti rispetto a semplice diffamazione tramite stampa, sono pesantissime in quanto un articolo diffamatorio su un tabellare, appare una volta e poi scompare, su un blog rimane e quindi si configura reato di diffamazione reiterata e continuata e vi sono reponsabilita’ pesantissime anche da parte del possessore del dominio che diventa correo.
        Le Sue, come quelle di altri non sono opinioni, ma affermazioni ben precise che potrebbero un domani obbligare chi le fa a dimostrarne la veridicità’ nelle sedi istituzionalmente preposte che non sono i blog ove ogni uno puo’ dire cio’ che vuole senza possibilita’ di essere sementito.
        Le Leggi servono anche a questo; se poi viene acclarato che tutta l’ operazione e’ mirata a depistare o indurre un utente a fare scelte diverse ed il tutto a fini commerciali in un business in cui si e’ coinvolti, l’ aggravante e’ ancor peggiore ed il fatto che Ella ha partecipato al Franchising di Milano che e’ una Fiera specializzata per gli addetti ai lavori, mi consentira’ che qualche sospetto mi viene anche per il fatto che chieda al Signor Patrice una mail privata, dopo che e’ riuscita ad agganciarlo a fini palesemente commerciali. Poi ogni uno e’ responsabile delle proprie azioni per se ed eventualmente per conto terzi.
        Saluti
        Benedetto Beltrame

  12. Patrice permalink
    13 novembre 2013 20:08

    Ciao Valentina,
    Ti ringrazio. E’ possibile contattarti direttamente?

    • B. Beltrame permalink
      13 novembre 2013 23:48

      E se per caso non si chiama Valentina, ma F.M. e lavora direttamente per Lavanda del Lago ? Questo e’ adescamento.

    • Valentina permalink
      16 novembre 2013 11:01

      Ciao Patrice,
      c’è un modo per inviarti la mia mail in privato?

  13. B. Beltrame permalink
    20 novembre 2013 17:35

    Questo e’ un blog di libera e soprattutto disinteressata opinione eccetto da parte di coloro che in modo subdolo ed infingardo abilmente sanno celare i propri interessi personali dietro amorevoli e disinteressati consigli che poi vertono con la diffamazione ad accalappiarsi un cliente per se o per conto terzi per poi venir smascherati come bambini presi con la manina nella marmellata, mi scappava nella lavanda, ma non lo meritano.
    E’ logico che nella variegate specie umane che contraddistinguono i caratteri, le indoli, le patologie delle persone, vi siano anche personaggi pittoreschi che in modo improvvido e direi incosciente si fanno riconoscere confidando nella memoria corta di ex colleghi di lavoro o titolari che hanno avuto a che fare con loro e che di loro ne rammentano le prodezze.
    Ma noi non vogliamo personalizzare e diremo come nelle fiabe : “c’era una volta a Venzone una persona di nome Nicola che lavorava per la “Lavanda” e ricordato come ritardatario cronico per antonomasia, non per i 5 minuti una tantum, ma per quasi due ore fisse giornaliere, non bistrattato ma invitato a modificare i movimenti del Panda, plantigrado bello grosso ma con movimenti da moviola al rallentine.
    Va detto che il Panda era poco presente a Venzone in quanto aveva incarichi esterni e quindi sempre in giro con il furgone, tanto in giro che si racconta che un bel giorno, comandato di andare a Grado, Isola del Sole, per allestire un mercatino, forse il sole se lo e’ andato a prendere altrove in quanto a Grado nessuno lo ha visto, anzi nessuno poi lo ha piu’ visto per nulla ma non solo lui, anche l’ incasso !”

    B.Beltrame

  14. Patrice permalink
    21 novembre 2013 16:51

    Valentina,
    Fammi capire: quando lasciamo un commento, ci viene richiesto di indicare il nostro email.
    Visto che sei tu a gestire questo blog, non ce l’hai il mio email?
    A presto
    Patrice

  15. Nicola Natalè permalink
    22 novembre 2013 21:51

    Spett.le B.Beltrame, per citare il suo “Vorrei rammentarLe che ai sensi degli articoli 594 e 595 del CP etc”, le faccio notare che nella sua affermazione “nessuno poi lo ha piu’ visto per nulla ma non solo lui, anche l’incasso !” ci sarebbero gli estremi per una denuncia penale per diffamazione, in quanto ciò che scrive non solo non corrisponde al vero ma è anche disonesto: infatti, chi le ha suggerito questo, per lei prezioso, particolare, sa bene che la “esorbitante” cifra di 20 euro o giù di lì che avrei sottratto, come rimborso spese carburante (altrimenti inesistente), è stata poi detratta, al centesimo, dal misero compenso ricevuto mesi dopo per quella magnifica “festa della lavanda” nell'”isola del sole” (e dell’insolazione, aggiungerei, viste le condizioni di lavoro.
    Tuttavia, visto il tono inutilmente favolistico del suo intervento, la sua diffamante affermazione si rivela solo un’ingenuo quanto volgare espediente per cercare di lasciare il segno e far passare l’idea che il sottoscritto sia un furbetto che ha sputato nel piatto in cui mangiava…al contrario è avvenuto spesso che i kapò della premiata ditta lavandadinvenzione abbiano usato argomenti pretestuosi tipo ritardi etc. per tenersi sempre il coltello dalla parte del manico e dilazionare pagamenti, assegnare compiti onerosi etc…dimenticando, forse, che il sottoscritto non era un dipendente, e come tale non inquadrato né garantito!
    Quanto all’andare in giro con il furgone, il sottoscritto ha sempre usato la propria auto, a volte sovraccaricandola di merce, e solo in due dico due occasioni ha usato il furgone, o per meglio dire, un fiorino pericoloso per sè e per gli altri, in quanto obbligato e per fare da solo un lavoro per cui non era nemmeno pagato, ovvero il trasporto della merce e l’allestimento dello stand di vendita, ovvero quelli che lei definisce “incarichi esterni” che, di fatto, erano extra senza nemmeno rimborso spese (leggasi carburante e vitto e alloggio nelle fiere a cento chilometri da casa propria!).
    Insomma, mi sa tanto che lei ha sbagliato bersaglio, anche perché si sa come il panda sia un animale che, a dispetto dell’aria paciosa e inoffensiva, può essere molto pericoloso se minacciato ed evidentemente non è questo il caso, visto che il sottoscritto Nicola avrebbe davvero dovuto usare gli artigli spesso, ovvero tutte le volte che la sua dignità è stata calpestata dalle gentilissime dame venzoniane, e ha invece sempre abbozzato con l’ educazione e con il silenzio, e obbedito anche, come quell’ultima volta in cui fu invitato telefonicamente da una “signora” del luogo ad andare “a quel paese” invece che a Grado…

    • B. Beltrame permalink
      24 novembre 2013 19:48

      Caro Nicola,
      per ogni effetto c’ e’ una causa. Lei attacca, qualche d’ uno altro contrattacca per difendersi
      e il blog che dovrebbe essere di opinione diventa un blog di affermazioni e pure diffamanti e qui non conta se le cose dette sono vere o false, questo potrebbe un domani stabilirlo un Tribunale e io sono convinto che fa parte di una operazione a scopo commerciale mirato a fottere un cliente alla concorrenza e non parlo di Lei, ma Lei diventa lo strumento di spalla e le cose dette rimangono con la differenza che quelle dette da me potrebbero riferirsi ad un Nicola qualsiasi, Lei dà il modo invece di individuare con esattezza il soggetto che e’ una Azienda. Ribadisco che tutti coloro che ritengono di vantare diritti o nel campo del lavoro oppure in campo commerciale hanno gli strumenti istituzionali a disposizione per agire, non certamente i blog che sono strumenti subdoli se servono ad esternare cose che sono tutt’ altro che opinioni e tutte da provare.

      Saluti

      B.Beltrame

  16. un Nicola qualsiasi permalink
    24 novembre 2013 22:10

    il “Nicola qualsiasi”, comunque, si è firmato con nome e cognome, fiducioso che anche B.Beltrame sia una persona reale e non uno pseudonimo.
    Quanto all’Azienda (a maiuscola mi raccomando!) che darei modo di individuare, non so se lei si riferisca a quella per cui ho lavorato, ovvero la fu “Prodotti del bucaneve” o alla sua erede “Lavanda di Venzone”, ma non credo, comunque, che “lavanda”, “di” e “Venzone” siano termini protetti da copyright o quant’altro tanto da dovermene preoccupare ogni volta che, casualmente o meno, mi debba capitare di metterli in fila…semmai dovrei preoccuparmi io di far registrare i miei “Lavandad’inVenz(i)one” e “laWannadiVenzone”, se non altro perché non sarebbero niente male come titoli di un libretto di aneddoti e memorie lungo la via Iulia Augusta…
    p.s. non voglio fare da spalla a nessuno, tantomeno se per motivi commerciali, e invito chi fosse interessato a tirarmi dentro in fantomatiche cause di risarcimento danni d’immagine, a leggere con attenzione e senza preconcetti quanto da me scritto, fino a quando in questo blog si esprimevano solo pareri in risposta a quello che sembrava un post promozionale, peraltro pieno di affermazioni e “opinioni e tutte da provare”…

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